Recensione di “Spore”: racconti di Andrea Viscusi

Ho da poco finito di leggere una raccolta di racconti di Andrea Viscusi (online conosciuto anche come “Piscu”) dal curioso titolo: “Spore”. Il libro mi è davvero piaciuto molto. Stiamo parlando di un volumetto di circa 130 pagine che contiene nove racconti brevi di genere fantastico/fantascientifico, tutti sorprendenti. Ecco la mia opinione sul libro.

copertina di spore

Copertina di “Spore” realizzata da Francesca Santamaria

Aspetta un attimo, prima di parlare del libro…

… volevo precisare che quest’anno è mia intenzione recensire su questo blog i più bei libri che mi capita di leggere. Spero di riuscire a scrivere una recensione al mese: ce la farò? Boh, vedremo.

Ok, ora parliamo del libro, anzi no, prima è di rigore a una domanda:

Perché ho comprato Spore?

Avevo già letto racconti di Andrea Viscusi su qualche forum dove si incontrano scrittori emergenti. Conoscendo quindi le qualità dell’autore, appena mi è capitato di vedere (grazie al passaparola su social media) questo libro ho subito pensato: un appassionato del fantastico deve leggerlo. Viscusi infatti è un autore con capacità, secondo me, superiori alla media.

Questo processo ci fa capire quanto la reputazione di un autore e il passaparola siano importanti per la promozione di un libro, specie in uno scenario di autori e case editrici piccole o indipendenti.

Ho detto “case editrici”? In realtà Spore è edito da “I sognatori” che non è una casa editrice ma la prima “Factory editoriale” italiana. E che differenza c’è ce lo spiega Aldo Moscatelli, il fondatore, nella mission dei Sognatori. In una Factory editoriale

Accade che l’Editore non prenda da sé tutte le decisioni e non consideri gli scrittori dei semplici nomi impressi sulla copertina di un libro, ma li coinvolga nella gestione diretta della casa editrice – pur riservando a se stesso ogni rischio e ogni responsabilità, specie di natura economica. Sempre da queste parti, accade che gli scrittori non si chiedano soltanto “cosa può fare la casa editrice per noi”, ma anche “cosa possiamo fare noi per la casa editrice”

Questo è un ottimo approccio, in quanto è quello che deve avvenire in un team di persone orientate a un obiettivo comune.

Casa dei sognatori factory editoriale

Logo della “casa dei sognatori”

Ora quindi abbiamo:

  1. Un autore valido
  2. Un genere che mi piace
  3. Un progetto editoriale interessante

Quindi non ho esitato nel comprare il libro. Sotto queste condizioni le mie aspettative erano alte, e non sono state deluse.

Spore: la recensione

Eccoci finalmente a parlare del libro.

Spore è una raccolta di nove racconti brevi di genere fantastico. Per la precisione, ci muoviamo in un territorio tra il surreale e la fantascienza. Ricorda per alcuni aspetti il nostro Dino Buzzati: come Buzzati era capace di infiltrare il bizzarro nella narrazione di una storia quotidiana, così Viscusi fa con l’elemento fantascientifico. I personaggi dei suoi racconti sono spesso persone comuni; l’elemento fantastico parte da lì e raggiunge in alcuni casi una dimensione epica.

Il primo racconto, Spore (la title track) è magistrale in questo. Tutto comincia con un uomo che decide di farsi seppellire in una speciale tuta, che tramite spore di funghi facilita la decomposizione. Il seguito del racconto ci mostrerà cosa avviene all’umanità intera.

La raccolta è gradevole da leggere. Lo stile dell’autore è semplice, scorrevole, perfetto nel ritmo. Si apprezza molto la lucidità e l’intelligenza nelle trame e nelle ambientazioni. Finisci un racconto e hai voglia di leggere il prossimo per vedere cos’altro Viscusi s’è inventato.

Andrea Viscusi

L’autore Andrea Viscusi, aka Piscu, classe 1986

Anche se ogni storia è scollegata dalla precedente, e basata su una idea originale, la raccolta ha una sua uniformità che la rendono nel complesso una ottima antologia personale, molto significativa. Alcuni temi trattati sono ricorrenti. Come in “Spore”, anche in altri racconti “Il giorno più importante”, “Il Dottipardo”, “La staffetta” si affronta il tema dell’evoluzione dell’umanità, inteso sia come concetto di “umano” che come destino della specie. Altro tema importante è quello dell’identità, presente in modo diverso tanto in “Il guardiano del faro” e “Stelle cadenti”. Il “Guardiano del faro” ad esempio è uno dei miei racconti preferiti, dove l’autore ci fa entrare nei pensieri di una identità artificiale che acquista coscienza di sé.

Conclusioni

Spero di aver suscitato la vostra curiosità. Se come vi consiglio, volete acquistare il libro, potete farlo dal sito della Casa Dei Sognatori.

Acquista Spore

Se invece siete ancora indecisi, dalla stessa pagina potete scaricare una corposa anteprima (metà libro).

E se volete conoscere meglio l’autore, sul suo blog Unknown to Millions trovate altre pubblicazioni e eBook scaricabili gratuitamente.

Che altro? Ah, sì, proprio sul suo blog l’autore ci consiglia una colonna sonora per Spore, racconto per racconto, per accompagnare la lettura. I vi propongo qui il brano che “Piscu” consiglia per “Il Dottipardo”.

Chiudo con la scheda del libro e vi invito a lasciare i vostri commenti e le opinioni.

Scheda del libro

  • Descrizione: Nove racconti di genere fantascientifico, con piccole dosi di letteratura fantastica e surreale. Prima antologia personale di Andrea Viscusi.
  • Pubblicato da: I sognatori factory editoriale
  • Data di pubblicazione: 11/11/2013
  • Genere Fantascienza, racconti
  • Numero di pagine: 132
  • Prezzo: €9,90
  • ISBN: ISBN: 978-88-95068-29-9
  • Disponibile in Brossura
  • Valutaione di : 5/5
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    Carlo Stein e il mistero della Mary Celeste

    Incisione della Mary Celeste

    Incisione della Mary Celeste

    Sembra che il finale della leggenda (se mai ce ne sarà uno) della nave fantasma più famosa del mondo, dopo un secolo e mezzo di dicerie, processi penali e assicurativi, antichi carteggi, indagini storiche e pseudostoriche, racconti fantastici, spedizioni subacquee, sarà girato con una telecamera dal vivo da lui: Carlo Stein. L’italo americano, “cacciatore di misteri” oramai celebre per le sue trasmissioni televisive è infatti l’ultimo, e probabilmente il miglior candidato, a dissipare la spessa coltre di nebbia intorno a questa affascinante quanto spaventosa storia.

    AGGIORNAMENTO: se volete conoscere come è andata a finire, ecco tutta la storiamarycaleste_by_sabercore23

    La storia della Mary Celeste

    La Mary Celeste (o Marie Celesta, o Mary Celestia) è l’archetipo del vascello fantasma che ha ispirato, nel tempo, racconti e leggende di ogni tipo. Tuttavia non è una storia di fantasia, ma un mistero con solide basi storiche documentate. La nave, un brigantino, fu ritrovato il 4 Dicembre 1872 che navigava in preda alle correnti al largo delle Azzorre. Del suo equipaggio non c’era alcuna traccia.

    Prima dei fatti del 1872, la nave non aveva avuto molta fortuna. Ripercorriamo alcuni eventi chiave in ordine cronologico.

    Continua a leggere: Carlo Stein e il mistero della Mary Celeste

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      Uova di pasqua decorate geek

      Le uova di pasqua decorate geek sono un classico della tradizione pasquale.
      Anche mia moglie e io ci siamo cimentati quest’anno, con tanto di infografica e apposita board pinterest che raccoglie alcuni simpatici esempi trovati online (che potete sbirciare qui sotto).

      • Le uova di pasqua de
      • Eggs for your easter
      • Geek-tastic Easter E
      • Superhero Eggs - Wis
      • cmyk easter eggs. Mo
      • Battlestar Galact-eg
      • Easter Eggs !
      • Geek Easter eggs ...
      • Top 14 Geeky Easter
      • Star Wars easter egg
      • Star Wars Easter Egg
      • Nintendo Easter Eggs
      • Awesome Star Wars Ea
      • Boba Fett Easter egg
      • Star Wars Eggs
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      • Star Wars Easter Egg
      • Chewbacca easter egg
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        Racconto Criminale: un’esperienza di scrittura collaborativa

        Concorso l'Adunanza

        Logo del concorso “L’Adunanza”

        Nel 2009 mi è capitato di partecipare, insieme ad altri sei autori, alla scrittura di “Racconto Criminale“, recentemente edito da Nero Press e disponibile come eBook gratuito.

        In questo articolo parlo della singolare esperienza di scrittura collaborativa che ha portato alla scrittura del racconto, vincitore del concorso “L’Adunanza“.

         

        L’Adunanza

        Tutto è iniziato quando il team dell’attivissimo portale di scrittura Bravi Autori ha indetto un concorso davvero originale: una sfida tra racconti scritti a più mani dalle varie community letterarie italiane. Io frequentavo il forum dell’associazione culturale/casa editrice XII, e appena è scattato il reclutamento, mi sono proposto.

        Abbiamo quindi formato una squadra, ed ecco il primo ostacolo: eravamo in ben sette persone (di età, sesso e regioni differenti, variegate anche nei gusti letterari, e che “si incontrano” in remoto), e abbiamo subito capito che non sarebbe stato facile scrivere insieme così in tanti. Basti pensare che per prima cosa dovevamo decidere il nome del gruppo, e il fatto che alla fine si sia scelto “NAMELESS” dice tutto sul livello di accordo iniziale tra i partecipanti…

        Lavoro di squadra

        Se volevamo combinare qualcosa, dovevamo tirare fuori le idee. Incontrandoci sul forum, e inoltre con un paio di telefonate skype, abbiamo iniziato a sfornare soggetti e ipotesi di trama, e commentare la fattibilità di ciascuna proposta. Da questo confronto sono emerse un paio di idee ritenute migliori e più adeguate la caso. Una riguardava una rapina in banca. L’altra un personaggio che incontra per caso un vigile del fuoco che gli aveva salvato la vita. Perché scegliere? Le due cose sono state fuse insieme in una bozza di soggetto da sviluppare.

        zampe d'elefante

        Gli anni ’70 sono famosi per i pantaloni a zampa d’elefante, come dimostra la figura

        Eravamo a questo punto orientati verso un racconto noir/poliziesco stile anni ’70, ambientato a Roma. Però per procedere era necessario elaborare una trama convincente e su cui ci fosse il consenso di tutti. Dice a questo proposito Nicola Roserba nella prefazione al racconto:

        Lo si è fatto nel modo più democratico possibile, vale a dire partendo da proposte di ambientazione storica e geografica per poi costruire sopra la storia e le biografie dei personaggi: aspetto fisico, carattere, vissuto. Tutti hanno buttato sul tavolo le loro idee e le hanno difese con convinzione. Giorni, settimane di discussioni anche accese sul forum, ma alla fine si è arrivati al giusto compromesso.

        Come si scrive un racconto? Boh.

        Ogni autore ha i suoi metodi (o assenza di metodo) del tutto personali. Molti partono da un’immagine, ne costruiscono mentalmente una scena, poi tutto il contorno ecc. (potremmo definirla una tecnica bottom-up, io spesso ho fatto così). Altri procedono in modo opposto. Altri si buttano sulla carta e di volta in volta seguendo il flusso di quello che compare sul foglio. Altri fanno una scaletta di massima, poi scrivono qualcosa, poi rivedono la scaletta, ci ripensano, riscrivono il testo…

        Quando si è in più persone però, che lavorano in remoto e in differita, è indispensabile avere una strategia e lavorare non come un “gruppo”, ma come una squadra.

        Continua a leggere: Racconto Criminale: un’esperienza di scrittura collaborativa

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          CambiaPolitica.it e la sfida italiana per l’open democracy

          Logo cambiapolitica.it

          Logo cambiapolitica.it

          Voglio raccontare come sta nascendo il portale CambiaPolitica.it, un progetto visionario con l’intento di favorire la comunicazione tra politici e cittadini.

          Non sottolineerò mai abbastanza quanto il vostro contributo sia importante per raggiungere questo obiettivo, e come potete collaborare a tradurre un’idea in realtà e a farla crescere.

          L’idea

          Quando, l’anno scorso Fabio e Marco di Argoserv mi hanno mostrato la prima versione del portale cambiapolitica, ero entusiasta. Il progetto era embrionale, ma già ben delineato nelle sue caratteristiche fondamentali.

          Un portale dove i cittadini potessero conoscere i politici, e soprattutto dialogare con loro. Un luogo virtuale per i politici “illuminati”, ovvero per tutte le persone che vogliono fare politica, dove esporre le proprie idee, il proprio programma. Non un semplice spazio espositivo, bensì un’area collaborativa, per la cosiddetta politica 2.0, quella che vuole coinvolgere le persone, tramite i nuovi media, ascoltarleinteragire con loro, costruire il consenso.

          Un punto importante è l’orientamento al territorio. Ovvero, il sistema non è fondato sul voler evidenziare i “volti noti” della politica italiana. Ben vengano, certo, ma il valore di questo strumento è di grande impatto sopratutto per i politici con budget e visibilità minori, magari che operano in una realtà locale. E’ gratuito, è semplice, e consente di avere le funzionalità che solo tramite costosi curatori di immagine o uffici stampa si potrebbero ottenere.

          La sfida

          IDEA

          Ci chiedevamo: “come è possibile che gli italiani adottino un sistema del genere?”. Visto lo stato del nostro paese, il disinteresse crescente e la scollatura sempre maggiore tra la classe politica e tutti gli strati della società, la domanda era più che lecita. Eravamo tutti d’accordo che sarebbe stato un rischio, una sfida. Allo stesso modo eravamo tutti d’accordo che andava fatto.

          Il progetto incarna quello che è forse l’ideale di un’agenzia di comunicazione (e non solo) come Argoserv: il credo nell’evoluzione dell’impresa in una Social Business Enterprise, supportata dalla comunicazione sociale del web, e da  quello che è detto marketing 3.0, fondato sul coinvolgimento delle persone, delle loro emozioni, del loro “animo”.

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            Il nuovo demiurgo.it

            Rocky-MusicalCe l’ho fatta

            Era da parecchio che volevo cestinare il mio blog precedente per aprirne uno nuovo, e alla fine, eccolo qua. Il re è morto, viva il re!

            Sempre wordpress, ma si ricomincia da zero, con un nuovo taglio.

            Prima il sito www.demiurgo.it era completamente incentrato sul Demiurgo Electronic Music Project, il mio (oramai vecchio) progetto di musica elettronica progressive. Adesso diviene principalmente un portfolio personale, in cui mostro i miei interessi più recenti, in particolare riguardo alla scrittura.

            Ho usato il template portfolio, appunto, che con le copertine dei libri e dei cd sembra una sorta di bookshelf, spero vi piaccia.

            Nel blog posterò racconti brevi e un po’ quello che mi verrà in mente.

            Hurrà.

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